Siediti accanto a me




Adesso siediti qui. In questa sedia buia. Guarda la lentiggine scura di una stella. Siediti qui, passa una mano sulla mia stanchezza che ha la forma della schiena inarcata. Lasciami un pretesto per trovare la logica disorientante dei bambini. Ereditami lo stupore. Quella "o" perfetta che fanno le nostre labbra, quando gli occhi hanno le pupille dilatate dei gatti. Siediti e inventa una canzone, non cantilenante, una filastrocca con le rime che cacciano le streghe. Ricordami una buona ragione per riprendere quel bastone ammaccato, che mi serviva a fare il palo della mia porta da calcio, dimmi perchè dovrei usarlo per tenere lontani i lupi. Dimmi chi sono i lupi, per non averne più paura. Siediti ti prego, fatti i complimenti. Perchè in questa stanchezza fatta di monosillabi e di abbandoni ancora da fare, tu mi hai fatto dire di sì. Sorridendo con la più bella fatica.

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