Chiccolino




C'è qualcosa che va oltre i cinque sensi, che li chiama a sè quando c'è da dipingere le tele bianche della memoria passata. A volte lo si fa conducendo il ricordo per strade che sono agevoli. A volte è un vero e proprio agguato. Di botto ti trovi a respirare un profumo che ti porta in stanze socchiuse di una montagna tanto più grande di te che si sedeva accanto al tuo letto. La pelle era stanca e dolcemente accaldata, iniziavi delle trattative improbabili per non dormire solo. Alla fine bastava quella voce e quella filastrocca. Per anni l'hai pensata inventata, non hai mai chiesto. L'hai semplicemente rimessa in solaio, tra profumi e occhi che non vuoi più incrociare e mani e abbracci che non puoi più avere. Stai camminando da solo, arriva quella filastrocca. Scritta. Sotto un libro di favole. E rimani lì, a metà tra un pugno in piena faccia e un abbraccio improvviso di chi non pensavi più ti amasse. E i tuoi sensi sono in solaio, che spostano scatoloni, che prendono quel tuo vecchio letto e quella porta socchiusa. Che rimettono quella montagna con un maglione bianco e con gli occhiali al tuo fianco. Quella montagna che a trent'anni ti sembrerà così piccola, più piccola di te. Torna tutto.
- Adesso dormi...
- Non mi canti la filastrocca, papà?
- Va bene...Chiccolino dove stai? Sotto terra, non lo sai?....

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