Non solo le disgrazie




La storia è di quelle che smentiscono un proverbio. Non è vero che sono solo le disgrazie che non vengono mai sole. Sono anche i miracoli. Almeno quando si parla di sport.
Il Leicester è una squadra che gioca in prima divisione inglese, allenata dall’italiano Claudio Ranieri. Un allenatore con passato prestigioso ma che ultimamente sembrava appannato. Lo avevano preso per salvare una squadra dalla retrocessione. Adesso, in questo momento, la squadra sta lottando per il titolo. E ha messo in riga parecchie squadre miliardarie. Come il Chelsea di Mourinho.
All’inizio sembrava la classica meteora, ma adesso sta davvero facendo paura. Ma anche tanta simpatia. Ranieri ad esempio usa offrire la pizza ai giocatori dopo ogni vittoria. Se li porta in pizzeria. Una volta, ha portato i giocatori il giorno di chiusura e gli ha fatto fare le pizze, ognuno la sua, chi riusciva a farsela mangiava, altrimenti digiuno. Ebbene, i “pizzaioli” più bravi hanno anche fatto la pizza per quelli meno portati, pur di sedersi a tavola tutti insieme. Il portiere della squadra è Kasper Schmeichel, danese, figlio di Peter, quel portiere biondo e sgraziato, capace di vincere tutto col Manchester e di sorprendere il mondo con la Danimarca, campione d’Europa del ‘92 da ripescata.
Insomma di simpatia questa squadra ne suscita tanta. Ma c’è anche una storia nella storia. Quella di Jamie Vardy.
Vardy fino ad oggi è stato un normale giocatore, bravo, ma non tanto da rubare l’occhio. L’anno scorso aveva fatto 5 gol in tutto il campionato. Ora è a 15, in sedici partite. Ma non è tanto questo, quanto la sua vita a far capire. Jamie infatti è uno di quei giocatori tutto cuore, ma anche particolarmente impulsivo. Conosce però la vita dura. Quando fu scartato da una squadra perchè troppo basso e cominciò a lavorare come operaio in una fabbrica di protesi in carbonio. Fino al 2010, Vardy lavorava e giocava la sera in una squadretta di dilettanti, senza pretese, fino a che non fu nuovamente notato da squadre più importanti e riprese la carriera.
Però in quel periodo gli successe anche una cosa molto particolare. Jamie era in un pub insieme ad un amico sordo, alcuni presenti presero in giro il suo amico, in maniera pesante. Il resto viene pittorescamente descritto dal suo ex allenatore di allora con una frase che rende l’idea del tipetto: “ Jamie non cominciò la rissa, ma sicuramente fu lui a concluderla”.
L’intento nobile dell’aver pestato un paio di bulli, però, gli valse una condanna per violenza. Ma non solo. Anche il dover portare una cavigliera elettronica, quella che si mette ai detenuti a piede libero per controllarli.
Il risultato fu che rischiava di non poter giocare per molto e allora si inventò la scappatoia. Per le partite in casa non c’era problema, rientrava per il coprifuoco, in trasferta partiva prima, giocava un’ora, veniva sostituito e scappava a casa.
Avrà pure il classico carattere difficile, ma uno così è tremendamente simpatico.
Anche perchè Jamie non si guarda la punta delle scarpe. Ha intenzione di aprire una scuola per giovani che rischiano la strada, per dargli possibilità di giocare a calcio. E molto modestamente dice: “il mondo è pieno di giocatori come me, ma nessuno gli dà un’opportunità”.
Oltre le disgrazie, i miracoli non vengono mai soli.
E se qualcuno non sa chi tifare, beh, faccia un salto a Leicester, una pizza e un gol di Vardy, chiariranno le idee.

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