Tu sapessi



Tu sapessi che le cicatrici sono strade, vorrei ne avessi il meno possibile, ma servono a orientarsi.
Tu sapessi quante città mi hanno fatto orientare senza nemmeno conoscerle.
E l’inverno per me deve essere freddo e con la neve. Perchè ho un sangue che non viene solo da posti caldi.
Spiegarti che ognuno porta in dote altre vite, più un bagaglio supplementare, nemmeno il tempo di partire.
Tu sapessi cosa dicono sugli errori, che non andrebbero commessi, non andrebbero permessi.
Tu sapessi quanti Pinocchi che mentono, e quanti Lucignoli buoni che sbagliano per fare del bene.
E il nero non è cattivo, serve a creare tanti altri colori, a dargli luce.
Quante carte rivoltate e mischiate, senza sapere di aver vinto, ignorando chi ha perso.
E le navi che un giorno mi lasciavano a terra, ora sono scarpe per correre, fari per fendere la nebbia.
Tu sapessi quanta incertezza e tremore provoca la vera vita, quanto provare a giocarsela senza volerlo.
E quanta voglia avrei io di sentirmi dire con falsa sicurezza che andrà tutto bene.
Quante cose avrai da farti perdonare, più di quelle che credi ti debbano gli altri.
E quanto è facile accusare per non accusarsi.
Vorrei narrarti quanto la tua schiena, il tuo collo, i tuoi occhi, le tue mani, parlino più delle tue labbra.
Vorrei passarti quello che non riuscirò a fare. Perchè la vita me lo trancerà prima che io abbia ancora vita.
Nel frattempo scrivo anche in mezzo alla più totale confusione.
Perchè creare ha sempre salvato. Ogni forma di fantasia.
Me lo ha insegnato chi creava sotto le bombe e la grandine che sembra un giudizio universale.
E amare è una caccia istintiva, in cui sarai in un angolo, dove ti troverà solo chi insiste.
E amare è una caccia in cui vince solo chi resiste.
Le strade che non faccio, che ti lascio, guardale soltanto anche tu.
Poi salutale e prendi la tua scatola. Riempila di quello che vuoi.
Anni , vita, spille, corallo, calamite e fili invisibili. E barche e scarpe e dita intrecciate.
Dimentica il meno possibile.
Perchè nella vita vanno dimenticati solo quelli che fanno male e gli ombrelli. È nella loro natura.
Fai delle belle cornici azzurre al bello.
O del colore che vuoi tu.
Sapessi quanta vita ti racconterei.
Ma n0n oggi, andiamo fuori, il tempo perdona dal freddo.
E c’è un bel sole che sa di feste di paese.
Che un giorno mi racconterai tu.

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