La rabbia di Roy



Abbiamo tutti la presunzione di essere unici. Bello in positivo. Ci sentiamo sculture inimitabili di cui poi hanno buttato lo stampo. Il problema è quando arriva il dark side. Quando inizia quella sequela di difetti, per cui in un giorno giochiamo a testa o croce tutto. Ad esempio a me i miei genitori lo dicono da una vita. Sembro programmato per vivere con rabbia. Io non sono fatto per i confronti dialettici delicati. Quelli in cui ci si affronta di fioretto insinuando sottilmente. O meglio, è un'arte che imparo con fatica. E così anche nelle azioni. a volte mi sono trovato a fare cose frutto del puro istinto. Anche rimettendoci. Da una vita vorrei alzarmi la mattina con le perle di saggezza e di equilibrio, già sparate in endovena, con la giusta distanza per affrontare i cialtroni, i bottegai di merce scadente, ma anche chi vuole da me la giusta attenzione e mi becca male. Poco tempo fa mia madre ha passato un po' di tempo con noi, con tutta la famiglia. Alla fine osservandomi nel mio ambiente, mi ha guardato con l'amore di una madre che sa che tanto sta parlando al vento. Mi ha detto: "non arrabbiarti continuamente...tu vivi perennemente incavolato". Per questo non sono fatto per la dialettica in senso stretto, non sono fatto per giochini mentali di supremazia. Pensavo di essere solo, di vivere una valle di imperfezione in cui tutti mi dicono quanto io sia iroso. Invece questo signore qui ha scritto un libro, pensavo fosse una vaccata, invece è molto bello. Si chiama Roy Keane, è stato il capitano del Manchester United. Un giocatore di sostanza, di lui dice che ha "il pulsante dell'autodistruzione". Un meccanismo che lo fa reagire con rabbia. Che per lui è una seconda pelle, la rabbia, un meccanismo di autodifesa e forse di poca autostima. E che quando abbassa la guardia, immediatamente qualcuno o qualcosa gli si ritorce contro. Ha imparato a controllarla, ma ogni tanto esce, non sempre proficuamente, a volte è stata disastrosa. E che combatte perennemente contro se stesso e contro quello che sa che lo fa uscire sconfitto anche quando ha ragione. Poi si è detto, che in fondo, se fosse così cattivo come si percepisce, nessuno gli vorrebbe bene. Invece ha chi lo ama e chi sa che ha dentro anche tanto di buono, come difendere i deboli e prenderle anche per loro. Ecco, io leggendolo, non mi sento più tanto solo su questo pianeta.

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