La sindrome di Varela




Non è facile. Questo è un sottobosco strano, ma c'è. Fatto di gente che fa un lavoro che gli piace, che gli fa schifo, che magari avesse un lavoro che gli fa schifo, che almeno sarebbe qualcosa. Ci sono. E sono tutti con un germe, una sindrome. Potremmo chiamarla la sindrome di Obdulio Varela. In questo sottobosco, c'è chi coltiva qualcosa di gratuito, che non gli ordina nessuno di fare. Una passione. Mi piace pensare ad un movimento quasi carbonaro, chi esce all'alba a correre per allenarsi, ad esempio. Bruno, Brunod corre le ultramaratone, un uomo che fa 100 km di corsa e dice alla fine "sono un po' stanco". Bruno fa il muratore, si allena quando può, mattina presto, o sera tardi. Il mestiere, perchè la passione non è proprio remunerativa. Penso a chi ritaglia uno spazio tra mille spine e cardi di angoscia, stacca la spina per scrivere, suonare, recitare, giocare a calcio, a rugby. in bici, trovare in un'ora quello che magari la vita non gli restituirà mai. E spera, magari che una passione si trasformi in qualcosa d'altro. Anche quando viene scoraggiato, quando gli si dice di piantarla che tanto è infantile continuare. In tanti stroncano per paura, chi sogna è pericoloso, specie chi sogna l'impossibile, quello che secondo tanti non succederà mai. Proprio come Obdulio Varela. Il capitano della nazionale di calcio dell'Uruguay del 1950. Prima della partita con il Brasile. Si giocava una coppa del mondo importantissima, a casa dei brasiliani, che aspettavano la gloria e il primo mondiale. Uno stadio nuovo di zecca e una dittatura che voleva vincere. Gli uruguagi erano poco più di una vittima sacrificale, dovevano solo arrendersi e non fare troppo casino, mentre i brasiliani godevano la loro vittoria.
Un dirigente uruguagio, molto impaurito scese negli spogliatoi e disse ai giocatori: "Cumplimos (facciamo il nostro dovere) se non prendiamo più di tre". Varela, contro tutto e tutti, anche contro i suoi stessi connazionali, guardò malissimo il dirigente, lo appese al muro e ringhiò: "cumplimos, si somos campeones". Morale, contro tutto, L'uruguay vinse 2-1. Forse è il caso che Cumplimos davvero credendoci. Tutti.


Powered by Blogger.