Futura




A volte la foto più bella è quella che non ha bisogno di definizioni. Parlo di filtri fotografici, ma anche di parole, che spesso fanno da contorno ad ogni apparenza. Abbiamo bisogno di definire quello che vediamo, è importante per lenire le nostre paure e metterle a cuccia. Specie se queste paure riguardano il diverso, che vediamo come l'uomo nero. Come l'impietoso che invade. A guardare questa foto io direi che vedo uomini nel tritacarne. Quello che gli viene imposto da decisioni non proprie, da equilibri che fanno di loro degli equilibristi. Chissà, forse a qualcuno verrà in mente la canzone di Lucio Dalla. Futura. Che parlava di una figlia concepita durante un momento atroce. Questa foto ha vinto il premio come miglior foto dell'anno, il Word Press Photo 2016. L'autore è il reporter indipendente australiano Warren Richardson e l'immagine mostra un uomo che passa un neonato sotto al filo spinato che separa la frontiera tra Ungheria e Serbia nei pressi della località di Röszke. L'ha scattata una notte, senza flash. Perchè come ha detto lui "lì si giocava al gatto col topo, non volevo far parte della caccia.". Di fatto, è a metà tra una fuga e un passaggio di testimone. Un neonato che viene passato sotto il filo spinato al buio. Di notte. Facendo attenzione. Dall'altro lato la madre, pronto a prenderlo e lui che quasi non si vuole staccare. La foto si chiama "speranza di una nuova vita". Forse, forse, l'avrei chiamata "...se è una femmina si chiamerà Futura.". Buona sorte.

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