Il fianco scoperto



È quella sensazione di fianco scoperto. Perché in archivio quella paura, non pensavi ti toccasse mai. E le altre avevano trovato casa, si erano sistemate e si erano messe d'accordo. Quella del mutuo viene fuori a fine mese, quella del lavoro si divide la giornata con un insano ottimismo che chi insiste si prende il mondo. La paura del futuro è facile da disinnescare, quella è in un semplice "ci penso domani". Ma alcune arrivano da lontano. E ognuno le combatte come può. Chi si fa tremare i polsi. Chi dice che non può permettersi di cedere perché la famiglia conta su di lui. Chi evade da una vita senza sbarre e con troppi paletti. Poi ci sono quelli che non hanno tempo di farsi tremare i polsi. Perché devono asciugare le giornate piante da qualcun altro oppure pensano troppo a un mondo insano. Che si prendono un'ora di stacco, corrono, ascoltano musica e si credono dentro un film a lieto fine. No, ti dicevo, quella sensazione di fianco scoperto. Ecco. Stai qui con me. Che è la prima volta che capita così. E non voglio dirmi ancora che so fare a meno di tutti, mi sa che ho di quelle paure. Stai qui. Parliamo di te. Hai visto mai, non voglio che vai via. Mai più. Se possibile.

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