Michele è più bravo di Messi



Ho parlato con un ragazzo, va al liceo. Una di quelle persone che ti riportano a terra. E confutano l'idea che i ragazzi di oggi siano vuoti e privi di ideali. Si chiama Michele. E ha una patologia rara al sangue. Che gli abbassa il numero delle piastrine, a volte pericolosamente. Michele giocava a pallone seriamente. Voleva far carriera. Ma a certi livelli si è dovuto fermare, non può rischiare di prendere botte. Tuttavia contro il parere di molti, pur di non smettere del tutto, prima di giocare fa un prelievo per capire se ha piastrine sufficienti, poi gioca. A stare lontano dal calcio non ci pensa. E lo dice con una leggerezza che ti mette seduto. Parlare con lui, mi ha fatto ricordare un campione fatto e finito, Lionel Messi. Uno per cui gli elogi si sprecano, Valdano, un ex giocatore argentino come lui, disse: "il miglior giocatore del mondo è Messi, il secondo, Messi infortunato.". Lionel ha dovuto affrontare una crescita difficile, aveva problemi alle ossa e pur essendo un piccolo folletto non bellissimo, ha un talento enorme. Legge le azioni capendo prima degli altri. Si dice anche per una latente sindrome di Asperger. Quei piedi declamano poesia. Alcuni specialisti hanno pure capito come mai non si infortuna spesso. Ha fatto 500 partite senza mai avere gravi stop. Il fatto è che Lionel non poggia per intero il piede a terra, ma solo la punta. E vola quasi sull'erba. Per cui quando gli avversari provano a colpirlo anche di brutto, lui è già saltato, o corso via. Forse è questo che sarebbe da imparare, a volte più che piantarci il piede e resistere alle botte, dovremmo aggirare tutto con leggerezza. Michele e Lionel lo fanno già. Però Michele è più bravo.

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