Un Clan leggermente terrone



Ho un amico che ha un lavoro di responsabilità. Il suo lavoro gli piace. Anche se con me è un cazzone cosmico, quando lavora è una persona seria. In questi giorni ho avuto difficoltà a rispondergli al telefono. Mi succede con lui e con un paio di altre persone care. Vedevo la chiamata e mi inventavo impegni per non rispondere. A pasqua non ho potuto. Allora abbiamo parlato. Gli ho detto una serie di cose distraenti, ma lui faceva domande precise. Addirittura capiva da come scrivevo che io avevo bisogno anche di lui. Mi sono chiesto come mai non volessi parlargli. Non era un problema di minore affetto. E nemmeno di noia. Quando ci telefoniamo è sempre un ridere continuo. Poi qualche giorno fa, mi ha scritto che aveva fatto una trasmissione televisiva, importante. Mi ha mandato il video. E io l'ho visto in tutta la sua bravura e competenza. E in tutto quello che sa fare. Quasi per istinto. Guardando ho capito due cose che poi sono una. Ero contento per lui. Ma tanto. Vederlo nel suo campo e nella sua bravura mi faceva sentire parte del suo riuscire. Anche se io non c'entravo un cazzo, ma almeno so che non sono il tipo da provare odio per chi riesce meritandolo. E poi ho capito anche perché non volevo sentirlo. Non era rabbia verso di lui. Era che non volevo farlo preoccupare. E allora fanculo quelle parole inglesi che descrivono i sentimenti e l'anima. Il nostro è prendersi cura. Come un clan. Anche leggermente terrone.

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