Le colonne





Sto facendo la mia corsa quotidiana. Più che corsa bisognerebbe chiamarlo "alibi per poi mangiare senza sensi di colpa". Altro che runnerzzz very professional wow. Comunque dicevo, guardo il paesaggio, monti innevati di questo inverno che tarda a lasciarci, brezza leggera che "mannaggiallamortequandohodecisodiuscireinpantalonciniemaglietta". I soliti automobilisti cui non basta che nel breve passaggio stradale tu sia quasi un funambolo sul guard rail, pur di non invadergli la strada. Mi fermo a guardare un attimo e vedo una bellissima villa ristrutturata. Molto antica. Un prato magnifico, accessibile anche dalla strada. Dovrei rimanere estasiato a guardarla. Invece no. I miei occhi vanno dove non avrebbero dovuto andare. E rimangono bloccati lì. Estasiati. Nel bel mezzo del prato tagliato benissimo, c'è l'antico ingresso della villa. Due colonne, messe lì nel nulla. Lasciate apposta. Due colonne e io guardo esattamente dal lato opposto, ci sono due alberi. Alla stessa distanza delle colonne, paralleli. O quasi. In mezzo una distesa sconfinata. La villa è dimenticata dai miei occhi, perchè ormai sto pensando che le colonne potrebbero essere un'ottima porta da calcio. E gli alberi potrebbero essere l'altra. E già mi immagino lì dentro, con non ben definiti amici, a giocare mega tornei fino al tramonto, a dirmi che se possedessi un prato così, sarei tutti i giorni fuori col pallone, poi...poi..mi ricordo che non sono più un bambino. E che i mega tornei di ore mi terrebbero col paranco un mese intero. E vado via. Certo che però quella porta era perfetta. Chissà se chi ci vive gioca a pallone lì, magari qualche volta mi unisco.

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