Piansi perchè tutti piansero



Questa è una bellissima donna. Non solo per la grazia del movimento, non solo per quell'espressione malinconica di due occhi che guardano e vedono, che osservano e scrutano. Lei è una bellissima donna, perchè si è accorta di aver fatto un errore. Aver pianto perchè altri piangevano. Nicoletta Tinti. Eccola. Nel 1996 la sua vita è fatta di passione pura e di sport. Nel 1996 partecipa alle olimpiadi di Atlanta. Con la nazionale si classifica settima in ginnastica ritmica. Per lei c'è la passione, il mestiere messo lì su una libreria, ingegneria civile. Non c'è nulla che va male. Nel 2008 la botta. Una mattina di luglio Nicoletta si sveglia con una fitta terribile alla schiena. Sembra un'ernia, ma in pochissimo tempo, la mobilità degli arti inferiori è completamente bloccata. Immediatamente viene trasferita all'ospedale di Siena, dove la operano d'urgenza. Al suo risveglio i medici gli dicono che ha una paraplegia, una forma che non la farà più camminare. I suoi arti inferiori sono bloccati. "All'inizio ho fatto un errore, ho pianto, perchè altri piangevano. Tutti intorno erano disperati, io ho fatto altrettanto, ma non mi si addice. Il mio mondo è lo sport, fatto di sacrifici. ho cominciato quasi subito a vedere come convivere con questa nuova condizione.". Per prima cosa prova lo sci, ma non gli basta, le manca qualcosa. E subito intuisce cosa. Il movimento con la musica. Ha bisogno di note per ritrovarsi. Un giorno la sua migliore amica le porta una sorta di gabbia fatta da un fabbro, denominata "grim", con quella gabbia, Nicoletta scopre che la parte superiore del corpo può danzare. La sua nuova strada è tracciata, oltre un male che non l'ha fermata, Nicoletta è ancora più bella, non vive in gabbia, ma grazie ad una gabbia, danza, insieme alla sua nuova scuola che si chiama non a caso "inoltre". E non piange mentre gli altri intorno, piangono. Ma pensa che vuole una famiglia tutta sua.

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