Privilegio




Sarà successo, magari più di una volta. Che rimaniamo incantati a guardare una persona che amiamo mentre fa qualcosa in cui è particolarmente abile. A me capita spesso. E appunto, osservo, o faccio domande. Osservo ad esempio la mia compagna che balla, o ascolto quando mi legge quello che scrive. Faccio mille domande ad uno dei miei più cari amici, quando lo vedo lavorare, oppure mi faccio spiegare cose che sembrano idiote anche da chiedere. Guardo estasiato dei bimbi che sanno fare le vasche di una piscina in un modo che ormai non saprei nemmeno ripetere. Mi è capitato spesso di guardare chi fa il pane. Mentre lo impasta, o la pizza. Con quella padronanza unica di non sfasciare il tutto. Oppure quando mi arrendo su un guasto qualsiasi e qualcuno mi spiega come bisognava aggiustare. Come sempre, vorrei definire il tutto. Sarà che sono malato da sindrome del recinto. Io per capire un sentimento, una sensazione, devo definire. L'altra sera leggevo un libro e ad un certo punto il protagonista fa una partita con la moglie che è stata una ex tennista. Mentre giocavano si è soffermato a osservare i movimenti fluidi, l'armonia. Ad un certo punto scrive che "guardarla è un privilegio". Ecco. In effetti sarebbe bello capire che guardare qualcuno nel suo esprimersi nella maniera migliore, che sia arte o mestiere, è un privilegio. Un privilegio è un onore che spetta a poche persone, magari quelle stesse che non sviliscono o delegittimano, che non sono solo abili a navigare in superficie, come caimani in attesa della preda da criticare. Un privilegio. Se si guarda meglio, ovvero si osserva.

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