L'enciclopedia



Don Vittorio aveva tre cani. Tre cani aveva. Uno era Dick, furbo e tranquillo, uno era Black, feroce e aggressivo, poi c'era Pasquale. Basso, nero e dolcemente rincoglionito. In molti si chiesero perchè due cani avevano nomi da far west e l'ultimo da film di Lino Banfi. Ma tant'è. Don Vittorio aveva una piccola bottega, dove aggiustava tutto. Ma proprio tutto. Dai tubi che perdono al tetto che aveva le crepe che parevano laghi sul cielo. E poi passava per scorbutico. Nessuno lo avvicinava. Tranne me. Che finiti i compiti andavo a sniffare la colla da falegname e a vedere tutte le riparazioni che faceva. Ma prima di tutto a giocare con i suoi cani. L'operazione diplomatica comportò prima la conquista di Pasquale, facile. Poi Dick, che era più uno dubbioso, ma alla fine fiducioso sul genere umano, o forse solo quello bambinesco. Infine Black, il quale si chiese come mai una scoreggia di sei anni non avesse timore dei suoi denti, rimase talmente disorientato che alla fine cedette. Combattevamo con le pezze da spolvero, con la gommapiuma. Non mi diede un morso nemmeno per sbaglio. Alla fine divenni aiutante di Don Vittorio. Mi insegnò tante cose, poi si metteva fuori e mi raccontava le sue storie di guerra. E quando mi vedeva triste prendeva solo qualcosa di rotto, qualsiasi cosa che doveva ancora riparare. E la riparava. Poi mi diceva: "vedi? Tutto, in un modo o nell'altro si aggiusta". Una volta gli chiesi dopo una riparazione estemporanea: " e se non si aggiusta?", lui sorrise, un dente si e due no. "E si vede che non si doveva aggiustare, forse è meglio così", e poi pensava lontano, a una donna persa tra i ricordi nascosti nei vicoli del quartiere. Tre cani aveva Don Vittorio. E siccome per mio padre era comico che ne avesse tre,li chiamava tutti insieme "l'enciclopedia". Tre cani aveva. Ma la sapienza essenziale del pane con l'olio.


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