Sheldon Kopp è portoghese




C'è un bellissimo libro di Sheldon Kopp che si intitola "se incontri il tuo Buddha per la strada, uccidilo". Nonostante il titolo forte è un libro che insegna come liberarsi dei propri maestri, a fare a meno delle dipendenze da guru e trascinatori. Per saper fare da soli. In effetti una volta che la guida ti ha guidato, prima o poi da solo devi riuscire a fare. Anche in maniera traumatica e brutale. Il Portogallo vincitore degli europei, ha avuto dei risvolti psicologici più profondi di quanto sembri. Nei primi minuti della gara, Il Portogallo si è visto abbattere la guida, il guru. Un colpo chirurgico che tanto è sembrato volontario. Una botta di Payet a Cristiano Ronaldo che lo ha messo fuori gioco in maniera vile. Qui subentra l'arte di reagire. I portoghesi portano le chiappe negli spogliatoi visibilmente terrorizzati, per loro hanno già perso e hanno visto il loro capitano che li ha trascinati a fatica fino a qui, piangere in barella, è finita. Negli spogliatoi evidentemente qualcosa scatta, è vero sono arrivati a fatica alla finale, quasi per culo, ma adesso sono lì, cosa c'è da perdere? Nulla, se non una partita che tutti hanno già deciso che hanno perso, vittime sacrificali di una Francia che deve vincere in casa sua. Tutti tranne loro. Che tornano in campo senza timori reverenziali e scordandosi di avere avuto una guida. Si distribuiscono in 10 il talento che CR7 ha nel piede con cui non tira, più un portiere che le piglia tutte. E poi ecco la leggenda. Quel pizzico di romanzo che ha chi osa. Entra un cristone della Guinea, che si chiama Eder. In tutto l'Europeo ha giocato 54 minuti, quando entra il suo pubblico lo fischia. La sua squadra di club, lo ha cacciato a calci, insufficiente. Quando il tecnico lo ha convocato, la stampa lo aveva già bocciato. Chi ha memoria della storia degli europei si ricorderà la stessa vicenda di Charisteas, eroe della Grecia campione, non la metteva dentro mai. La mise quando occorreva. Eder comincia a fare a sportellate con i difensori francesi. Ronaldo in panchina, soffre e urla. Il guru si è scordato del dolore al ginocchio e del suo ego pompato, sta incitando i compagni. E qui succede tutto. Eder segna un gol bellissimo, portando una squadra bruttina ma tosta, dove non era mai arrivata. Del resto bruttine ma toste erano anche Danimarca e Grecia. 1992 e 2004. Informatevi su come è finita, ah, anche loro, senza Buddha a guidarli, li avevano già uccisi.

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