La macchina si lava il sabato



Ultimamente la vita è diventata come i fondali pericolosi che stanno ad un passo dalle spiagge sicure. Basta un attimo e ti trovi in acque poco tranquille. Mi viene in mente un film visto da poco, dove un uomo con un tenore di vita normale, viene improvvisamente licenziato. Il quadro che dipinge è perfetto: "mi sono fermato io, ma il resto del mondo non lo ha visto, il giornale è davanti casa mia tutte le mattine, il vicino lava la macchina ogni sabato, tutto uguale, tranne me.". Siamo rapidissimi a non avere più riferimenti. Economici, umani, affettivi. Forse è vero, siamo in regresso, ma forse in questo regresso, stiamo diventando più animali, che non è per forza una brutta cosa. Si è diffidenti, ma anche più rapidi a mollare chi voleva solo fare il parassita. Ci si riconosce per abilità, ferite, capacità di darsi una mano. Forse gli ostacoli da passare sono meno di quanto si pensi. A volte basterebbe ad esempio piantarla di dire che "non ci sono più gli uomini o le donne di una volta", perchè non è vero, perchè forse siamo noi che guardiamo sempre nella direzione del bosco e pretendiamo di trovare il mare. E allora vai con l'alibi. Non sono io che sbaglio, è il mondo che è cambiato. E poi, forse, bisognerebbe ricominciare dai piccoli gesti, proprio quelli che il progresso spesso ci impedisce perchè siamo distratti. L'altro giorno leggevo di un calciatore, Nemanja Matic. Gioca nel Chelsea. Consapevole della fortuna che ha, preferisce passare parte delle vacanze al suo paese natio, Sabac. Ogni volta che torna lì, spesso salda i conti del cibo che è stato comprato da famiglie povere. Non è molto, per l'equilibrio mondiale, ma è tutto per un piccolo universo. Perchè appunto, non ci si fermi, lasciando continuare il vicino a lavare la macchina, ogni sabato.

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