La piccola rivoluzione di Bo e Travis



Il mondo della competizione e del lasciare il più debole indietro. Questa è la filosofia occulta e criptica che ci governa e che a volte trasmettiamo con le paure anche ai bambini. Gli trasmettiamo la sensazione strisciante della diversità. Ovviamente parlo in generale. Perchè so che c'è un esercito silente e sotterraneo di genitori a cui non frega una fava che il figlio sia "normale" e "competitivo". Anzi, la felicità del bambino è una vittoria che nessuna gara di nuoto o partita di calcio potrà mai compensare. Io ho sempre ammirato i genitori di quei bimbi che restano indietro, per loro natura non nati con tutte le armi fisiche per essere "alla pari". E ogni volta ne sono uscito con una lezione imparata. I loro occhi liquidi, la loro tenera quotidiana sequenza di accudimenti, e poi sempre, quella gratitudine del cucciolo, espressa a modo suo, con i suoi mezzi, che vi giuro, sono le immagini della vera gioia se esiste un dio che l'ha concepita. Quello che vedete nella foto, è un uomo normale e speciale insieme. In un gesto ha fatto una rivoluzione, piccola forse. Ma significativa. Il ragazzino con i capelli rossi si chiama Bo Paske, è autistico, frequenta una scuola media in Florida. E questo per chi gli sta intorno non è un tratto della sua personalità e basta, non è una voglia sul braccio o un dito più corto. No. Quello che ha, merita la sua emarginazione, perchè Bo esprime il suo affetto abbracciando e cercando tenerezza dagli altri. I bimbi non sbagliano, ma sarebbe opportuno che qualcuno provasse a farglielo capire, genitori, insegnanti. Perchè forse l'errore dell'emarginazione di Bo sta lì. Se lo chiede spesso la madre di Bo, che se lo vede mogio a casa, mentre gli altri bambini sono invitati a feste in cui lui è escluso. Un giorno nella sua scuola arriva una squadra di football americano. I Florida State Seminoles. I giocatori parlano con i bambini, firmano autografi, sono tutti allegri. Al momento del pranzo, Bo si va a sedere come sempre da solo. Come ogni giorno. Invece no, questo giorno è diverso dagli altri. Il campione di football, Travis Rudolph lo nota, vede tutto. E non urla, non rimprovera, non fa nulla, prende il suo vassoio della mensa e invece di mangiare con tutta la squadra, si siede di fronte a Bo. E gli parla. Di fronte ad una scuola via via più attonita, Bo e Travis parlano di football, si chiedono delle rispettive vite. Vero, è solo un gesto. Appena si alza Travis saluta Bo come un vecchio amico, gli dice: "sei in gamba ragazzo.". Ma non è finita qui, chi ha fotografato la scena è un conoscente della mamma di Bo. Gli manda la foto subito. La mamma salta sulla sedia e poi ringrazia pubblicamente Travis. E dice che a volte lei benedice l'autismo del figlio, perchè lo protegge in qualche modo dalla cattiveria del mondo. E che suo figlio è davvero in gamba, lei lo giura. Ma noi lo sapevamo già, l'ha detto Travis Rudolph, mica uno qualunque.

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