Salvador e la polvere



Che sapore ha la polvere? Dipende. Se l'hai sempre assaggiata, camminando sui gomiti nella miseria, allora non sa di altro che di quotidianità. Ma se hai almeno una volta messo piede sull'altare, cambia tutto. Cambia il retrogusto. E lo fa a seconda della storia che vivi. Per Salvador Cabanas, la polvere ha avuto sapore di piombo. Salvador giocava in Messico, nel Club America. Il momento dell'altare, è un momento sublime. A dir poco. Siamo nel 2007, Salvador è stato convocato dalla sua nazionale, il Paraguay. In più, con il suo club sta giocando alla grande. Ha vinto la classifica cannonieri della Copa Libertadores, la Champions sudamericana. Il 30 gennaio 2010, stando a quanto si racconta, Salvador è in un bar di Città del Messico. A quanto sembra ha un diverbio con un narcotrafficante. Il quale forse non conosce la dialettica, ma sa benissimo come maneggiare un'arma. Spara. E colpisce Salvador alla testa. Ma torniamo indietro. Pochi giorni prima Salvador è ancora su quell'altare, ha ricevuto una proposta del Manchester United. E il suo club è disposto a tutto per trattenerlo. Quella pistola ferma tutto. E l'altare rischia di vederlo dentro una bara. Salvador entra in coma. Poi lotta contro tutto, contro la sorte. La riabilitazione dopo essersi ripreso, costa troppo. Il suo club, dopo averlo glorificato, lo lascia lì. Il motivo per cui è quasi morto non è un "motivo sportivo", per cui niente pagamento delle cure. La moglie lo truffa, d'accordo con l'agente gli fa firmare dei documenti, che di fatto lo lasciano povero in canna, mentre lei vive in una villa lussuosa. Salvador è solo. Ma prova comunque a risorgere. Prova a tornare a giocare. Ma niente. mentre tocca un pallone vede i fantasmi, non ha più i movimenti di prima. Finita per sempre. A quel punto gli resta solo una strada. tornare nel suo paese, vicino Asunciòn. La famiglia ha un forno. E accoglie Salvador. Che comincia a lavorare come panettiere. Qualcuno lo vorrebbe infelice, invece se gli parlate mentre consegna il pane, vi dirà: "sono fortunato, Dio mi ha salvato, ho la vita e posso tirare avanti, va bene così". Già, Salvador che adesso guarda di sfuggita le partite e va a letto presto, tocca alzarsi all'alba per panificare. Forse per lui la polvere ha un sapore comunque non sgradevolissimo. Anzi. Sa quasi di pane.

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