I tentativi del ragno


Il labile confine tra insistenza e ostinazione. Siamo sempre nel limbo che se avessimo perseverato, forse sarebbe finita diversamente. Progetti che non ingranano, rapporti che non funzionano più come prima, abbiamo sempre il saggio di turno che ci dice “forse il premio sarebbe arrivato, se avessi insistito di più.”. E tu magari sei sull’orlo delle energie consunte. Però da fuori ti parlano di resilienza. Altra parola diventata sfracassagonadi, come storytelling, netiquette e compagnia circense delle parole abusate. Arrivati al limite, ci si ferma un attimo. Raccogliamo le idee, cerchiamo di valutare se bisogna attingere dalla riserva, oppure ritirarsi e non muovere più un muscolo. Onde evitare anche di fare danno.
Ognuno forse dovrebbe avere un numero di tentativi massimi. Un filo, che oltrepassato e spezzato non fa tornare indietro, dopo averle provate tutte, o almeno tutte quelle che uno arriva ad immaginare in un mondo reale e razionale, non fatto di massime e principi buoni solo per i social. Ad esempio in tempi antichissimi, un uomo si diede come massimo di tentativi di provare e riprovare, il numero sette. E imparò la sua resistenza da un ragno. Siamo nel 1306. Il re scozzese Robert I è stato appena sconfitto per la sesta volta dagli inglesi. E ha trovato rifugio nell’isola di Antrim. La situazione è drammatica. La sua terra è in mano agli invasori e le strade sono due, o mollare tutto o tornare a combattere provando almeno un’ultima volta a battere gli inglesi. Robert è dentro una grotta. Sta guardando il soffitto e vede un ragno che sta provando a tessere la sua tela su due punti lontani e difficili. Il ragno per sei volte ha fallito il tentativo. Sei, come le volte in cui Robert fu sconfitto. Leggenda narra che guardando il ragno, il sovrano si disse che se avesse compiuto la sua tela al settimo tentativo, lui sarebbe tornato a combattere, altrimenti sarebbe fuggito in esilio. Il ragno riuscì nell’impresa e Robert tornò in guerra, stavolta battendo l’esercito nemico. E cambiando la storia. Dovremmo forse avere la pazienza del ragno di Robert. Chissà, io per un sì e per un no, da quando so questa storiella, provo almeno sette volte. Hai visto mai abbia ragione il ragnetto.





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