Ishq




Credo non ci sia sentimento più difficile con parole definitive di quello che chiamiamo amore. Parola abusata da poeti virtuali, usata per puntarla e conficcarla contro cuori che hanno una data di scadenza come lo yogurt. 

Lo si spaccia per sentimento eterno e bigotto, fedeltà e coerenza A chi a volte mi chiede lumi, magari giudicandomi più esperto anche solo per età, io guardo smarrito. Su molti tempi sono fallace e disorientato. Non sono la guida con la lanterna, sono il pellegrino che si è perso in una direzione diversa. 

Due o tre cose, anche facendo tesoro delle parole degli altri le ho capite. Una è che l’amore non stride. Non fa rumore di gesso sulla lavagna, ma a volte passano interminabili momenti in cui quella lavagna rimane vuota di parole e piena di errori da cancellare. 

L’altra è che non è un monologo. Una esibizione monotematica senza contrasto e battute in risposta. Anzi, troppo spesso diventa un coro seduttivo a cui bisogna sfuggire, come Ulisse alle Sirene. 

Infine ho capito che a volte, una notte di dubbi trova una mappa nelle parole antiche. recentemente ho scoperto che da tempo immemore, nella lingua araba la parola “amore” in senso stretto non esiste, esistono delle definizioni che gli girano intorno. Una delle più usate è una parola iraniana antichissima, bivalente. Ishq. Ishq è non amore vero e proprio, ma malattia o delirio amoroso, di sentimenti. Qualcosa di patologico che cambia le membra e il comportamento. 

E la parola, ha origine e "radice" da quanto di più poetico e terrestre si possa pensare. Deriva da Ashaqah. Una vite che si aggrappa all’albero. E piano piano gli porta via la linfa vitale prosciugandolo, oppure si unisce a lui. E l’amore può prendere due strade da uno stesso gesto. O prosciugare definitivamente e far annullare e perire, oppure, nella sua sublime bellezza, far rifiorire una nuova pianta in simbiosi, prosciugando solo l’egoismo e i brutti sentimenti. Ecco, forse, in una sola parola, amore potrebbe essere Ishq, con i suoi pericoli e le sue possibilità. Forse.r


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