La brutta bestia



Brutta bestia l'umiltà. Un morbo che per alcuni è da debellare. Come si permette costui a rifuggire da complimenti sperticati, che arroganza lo spinge a non saziare il suo ego anche semplicemente avendo fatto nulla? Eppure succede. Una setta segreta cerca ancora di fare senza arie da flatulenza, ostentando azione invece di fare ostentazione, stranamente poi, non parla male del vicino o del collega, del fratello e del consanguineo. Non perché non voglia, è che non ha tempo. Tempo fa mi è balzata all'occhio la storia di Ricardo Giusti. Calciatore argentino di umili origini, i compagni lo descrivono come sempre solare e trascinante. 
Non un fenomeno, eppure, proprio per il suo carattere mite e portato ad aiutare, venne premiato, con la convocazione per il mondiale 1986. Jorge Valdano, suo compagno, lo ricorda sempre come uno pronto a spronare i più forti e a dirgli che senza di loro non sarebbero andati avanti. Giusti vinse quel campionato del mondo in campo, lottando con grinta per sopperire ai suoi mezzi. Ma il bello fu dopo, tornato al suo paese d'origine, Giusti fu accolto come un idolo, ma lui evitò sempre ogni celebrazione eccessiva. 
Da allora però fece una cosa. Organizzare una partita tra amici ogni volta in cui riusciva a tornare a casa. Gli amici arrivavano all'orario della partita. Lui arrivava 4 ore prima. E da solo falciava il prato del campo, puliva gli spogliatoi e preparava il necessario per la grigliata dopo la partita. Lo faceva e lo continua a fare. E quando gli hanno chiesto perché, lui semplicemente ha detto che trova giusto che i suoi amici abbiano una bella giornata. Non bisogna nemmeno azzardarsi a ricordargli che un campione del mondo non dovrebbe fare questo. Si rischierebbe di fargli perdere il sorriso e guadagnare una brutta occhiataccia. Brutta bestia l'umiltà. Ti fa arrivare in cima al mondo, ma poi ti fa spolverare bene quella cima. Hai visto mai venga gente, mica può trovare tutto in disordine, con la scusa di essere i migliori.


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