Le montagne degli adulti



Com'era il proverbio? Se la montagna non va da Maometto, e via dicendo. Questa è una di quelle storie in cui si sono incontrate a metà strada montagne apparentemente insormontabili e anime che vogliono capire. Siamo a Sarajevo, città multietnica e martoriata che a fatica sta riconquistando la sua vita dopo un conflitto sanguinoso tra vicini di casa. Un film già visto e che adesso si propone a qualche chilometro di distanza. C'è un bimbo che si chiama Zejd, lo vedete al centro della foto. L'anno scorso la mamma ha deciso che il bimbo andasse a scuola pubblica in prima elementare. Il bimbo ha un problema. È sordo fin dalla nascita. Questo lo limita fortemente nello stare con gli altri bimbi. Il problema di Zejd non è risolvibile, lui però conosce il linguaggio dei segni. Gli altri bimbi, allora prendono atto che la montagna non può muoversi più di così. Vanno dalla maestra e dopo rapida valutazione decidono meglio degli adulti. C'è chi eleva muri, loro passano le montagne. Decidono di imparare il linguaggio dei segni. Potranno così capire e giocare con Zejd. Vanno a casa e chiedono ai genitori di fare un piccolo sforzo economico per pagare un esperto. E in più, aiutano loro a casa a far imparare alle loro famiglie il linguaggio dei segni. Zejd è felice. E sicuramente lo sono anche i bimbi suoi compagni. E i muri di incomprensione meglio lasciarli agli adulti, a cui sembra piacciano tanto.

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