Gli amici non lasciano il fianco




Questa è una storia che parla di amicizia, ma anche un po’ di bisogno l’uno dell’altro. Non insano, non morboso, semplicemente bello. La storia parte da lontano, da qualche mese fa. Bradley Lowery è un bambino che fin dalla nascita combatte con una brutta forma di neuroblastoma. Una di quelle parole tecniche per designare un ospite indesiderato come è il cancro. Bradley non si è mai abbattuto. Anche perchè a contrastare il mostro c’è una passione che è cresciuta insieme a lui. Il Sunderland. Una delle squadre più rognose da affrontare per le grandi del calcio inglese. 

Quando si va lì non ci sono sconti e si lotta duro. E Bradley si allinea al carattere della squadra, combattendo eccome il signor neuroblastoma. Bradley proprio per la sua passione è diventato mascotte ufficiale del Sunderland, che quando può e non si sottopone a cicli estenuanti di chemio, va allo stadio a vedere e ad abbracciare i suoi amici giocatori. Sì, amici, perchè questo è il rapporto. In particolare con uno. Jermaine Defoe. Calciatore dalla carriera che non ha riscosso quanto meritato. Bradley dice di Jermaine che è il suo migliore amico e non è una boutade. Finito l’allenamento, Jermaine va ogni giorno a trovare Bradley, specie quando si trova in ospedale. E non lo fa solo per facciata, si ferma, chiacchiera e gioca. Una bellissima foto li ritrae insieme, con il bimbo sfinito addormentato tra le sue braccia sul letto. E Jermaine che è rimasto lì. Perchè i migliori amici non lasciano mai il fianco scoperto. Mai. 

Domenica 26 marzo, Bradley e Jermaine hanno dimostrato quanto ci tengono l’uno all’altro ancora una volta. Defoe, dopo quattro anni lontano dalla nazionale è stato nuovamente convocato, per la partita contro la Lituania. E volete che non si porti il suo amico per questo nuova avventura? Bradley è con lui all’ingresso in campo. Ma non solo, il portiere Hart, in teoria essendo capitano, avrebbe dovuto essere il primo della fila, in barba ai protocolli, ha lasciato spontaneamente il primo posto ai due amici. E il momento più importante, Bradley lo ha vissuto a modo suo. 

Alla partenza dell’inno, la musica per lui era troppo alta, allora prima si è tappato le orecchie, poi si è rifugiato tra le braccia del suo migliore amico, che ha disatteso l’etichetta di stare fermo e se lo è coccolato. Braccia che si spera lo aiutino, almeno moralmente a superare questo ostacolo, dopo il quale per Bradley la vita deve essere migliore. Deve. E di fronte alle immagini dei due migliori amici che entrano in campo a qualcuno interessa quanto è finita la partita? Sì, stavolta sì, perchè gli inglesi hanno vinto 2-0 e indovinate chi ha segnato il primo gol? Defoe, che figura avrebbe fatto se no, di fronte al suo migliore amico?

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