Case e alberi





Lo guardò nel suo dolore giovane ma ingombrante. L'uomo si avvicinò al ragazzo. Gli mise una mano sulla spalla.
- Cosa non va? I tuoi occhi guardano un punto che non esiste. 
- Non so se questo amore che sto vivendo con lei stia andando nella giusta direzione. 
- E tu quale direzione vorresti fosse?
- Quella dell'avverbio di tempo che tutti temono di pronunciare, sempre. Ho paura. 
- Normale che tu l'abbia, anche il seme ha paura quando invade la casa. 
- Non capisco. 
- Sai, ho imparato che l'amore è come un seme che il vento porta dentro una casa abbandonata, come quelle delle campagne ormai sole, a quel punto il seme prende due strade, ma conoscerà l'esito solo alla fine. 
-Qual è la prima? 
- Quella di diventare un albero che rimane per sempre. La pervade in tutto. Pensa, due elementi così diversi che si incrociano, mattoni e tetto, vegetazione, rami, foglie, radici. Pian piano il seme cresce e diventa un albero dentro la casa. A quel punto, con pazienza, prende con i rami e le radici le fondamenta e le pareti, diventa un tutt'uno, vince la diffidenza dura della pietra e la convince che insieme possono abbellirsi, possono diventare qualcosa di imprevisto e nuovo. Fatto di pazienza e tenacia, di basi solide ma vive. 
- Io posso essere quell'albero?
- Sì, prima un seme spaventato, poi un albero che cinge sicuro e cambia la sostanza delle cose che in natura non sarebbe cambiato. E così due esseri soli diventano qualcosa di mai visto. 
- E quale sarebbe la seconda strada del seme? 
- Quella di non riuscire a pervadere la casa, a cingerla dei suoi rami, a rompere le vecchie finestre e andare fuori, ad aver ragione del tetto per quanto marcio. Allora i rami si rompono, si spezzano e sembrano tante venature e cicatrici profonde. Il sole non entra e non nutre, le pareti sono umide e malsane. E tutto il bello possibile non ha ragione di tutto questo. Ma questa è un'altra storia. 
Il ragazzo guardò le braccia dell'uomo, vide le sue cicatrici profonde, l'occhio senza sole, le sue gambe senza poter fermarsi e restare. 
Gli mise una mano sulla spalla. 
- Sì, grazie. Hai ragione, quella è un'altra storia. 

Powered by Blogger.