Il Coyote




Questa foto scattata da Sarah Skinner mostra molto più di una vita animale. Uno sciacallo dalla schiena argentata, sta cercando di non farsi travolgere andando nel senso opposto, in una foresta di zampe di elefante in Botswana. I pachidermi stanno andando via da una fonte d’acqua e lui invece vuole a tutti i costi arrivarci. Il gruppo in un verso, il solitario nell’altro. E non è una posa, non è atteggiamento. Semplicemente modo di pensare diverso, bisogni diversi, istinto differente. Luoghi familiari situati dove la massa non arriva. Nessuno ha ragione, nessuno ha torto, è che non ci si piglia e lo si sa, tra sciacalli ed elefanti. Anzi, bisogna temere e rispettare il giusto, ma non si può cambiare la propria inclinazione solo perchè uno è più grosso di te.

E poi è che a volte meglio la solitudine contraria che una compagnia di caciaroni fintamente aggreganti. Meglio sciacallo che serpente, più sinuoso, strisciante, ingannevole, ma anche più calpestabile dai luoghi comuni.

C’è un piccolo male che sta lentamente prendendo chi si fida troppo delle apparenze ostentate sui social. Si chiama “pregiudizio dell’osservabilità”. Ovvero, ci si rende conto che gli altri hanno una vita nettamente migliore della nostra, perchè pubblicano spesso foto allegre, perchè magari raccontano fatti spiritosi, o si riprendono mentre fanno sport e sono in formissima. E noi siamo convinti che gli va tutto bene, odiamo, detestiamo, sulla base di un selfie. Ma altrettanto, basta un post allusivo, un dico non dico, senza aver ascoltato l’altra campana e subito, se l’autore ci sta simpatico, abbiamo emesso il nostro giudizio e in una chiamata alle armi di una piazza virtuale pronta a schierarsi contro il cattivone insensibile e fedifrago.

Difficile in questi contesti riuscire ad andare controcorrente, o semplicemente pensare che ognuno ci mostra solo la mercanzia che vuole, non tutta la sua vita, non lo vediamo mentre di gratta la testa con gli odori della notte e la lettiera del gatto da cambiare, con il litigio in canna con un membro della famiglia. Di questo, se possibile, non sapremo mai.

Per questo a me più che il pregiudizio dell’osservabilità, piacerebbe avere l’ostinazione dello sciacallo, controcorrente, anche in pericolo, ma che vuole arrivare dove gli altri hanno già attinto con le loro idee e opinioni, mentre lui vuole ancora capire, a costo di farsi male e di sbagliare momento, è il simbolismo che mi passa da questa foto. Apprezzo di più il canide solitario che il branco. Questo per quanto riguarda gli esseri umani, perchè nel mondo animale amo entrambi e rispetto la loro vita, sciacalli ed elefanti.


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