Il rumore della felicità



Che rumore fa la felicita?
Ricordiamo tutti una canzone che fa una domanda a cui non si può dare risposta. Già perché ognuno di noi dà un clangore diverso alla fonte dei suoi sorrisi. Per qualcuno è una porta che si chiude con il ritorno di chi ci è caro, per altri è la carta di un regalo che si strappa di rumori secchi e decisi, di mani bambine che aspettavano proprio quel dono, chiesto con messaggi mica tanto subliminali.
È emozione di un fischio di treno in arrivo, di copertoni di aereo che toccano terra, dove si ha casa, o dove si è scelto di posare un pezzo bello grosso di anima e promesse.
Fiume di pensieri che quasi sempre ci costringe a guardare. Dobbiamo arrenderci, la vera felicità non ci deriverà mai dallo schermo di un pc o di uno smartphone, da rumori e suoni, magari un messaggio può preannunciare, ma poi vogliamo stringere, avere, sentire, profumi, odori, calpestio di foglie.
Guardarsi intorno crea felicità impreviste e involontarie. Cercarle poi può anche aumentare la probabilità.

L’uomo che vedete in foto, si chiama Simun Hanssen, è un marinaio in pensione, vive in un posto in cui la solitudine e lo stare lontani dal mondo e dalle sue storture è una scelta, le isole Faer Øer. Il rumore massimo che si ascolta è quello delle onde che si frangono sugli scogli. In alcuni giorni si ascolta anche il piccolo Jacobsen, un ragazzo che si allena suonando la tromba davanti al mare, con la brezza che modula le note.

Simun da quando è in pensione, va sempre sulla scogliera e ha un hobby molto strano. Raccoglie messaggi in bottiglia lasciati in mare. Esattamente. Nel secolo delle app e dei social, ci sono ancora dei pazzi sognatori che affidano qualche loro elucubrazione e pena alle onde e alla pergamena in vetro. E lui finora ha trovato una sessantina di messaggi.
Molti li ha semplicemente donati al museo nazionale. Ma per alcuni si concede un fuori onda (proprio il caso di dirlo). Se il messaggio è particolarmente commovente e contiene un indirizzo, Simun risponde, cercando le parole giuste e la solidarietà che il messaggio merita.

Che rumore fa la felicità? Forse noi non lo sapremo mai definire, ma se lo chiedete a Simun, magari vi dirà che per lui è quello del vetro che striscia sulla roccia, o della carta srotolata per raccogliere parole lasciate al fato. Il rumore forse non sarà quello di una notifica di chat, ma sicuramente sarà mille volte più bello, maledettamente bello. Buona brezza di parole.


Powered by Blogger.