Molto più che abbastanza




Un fotografo americano, Chad Koczera, ha scoperto un isolotto finora non individuato nelle carte in Nord Carolina. Ha visto stagliarsi qualcosa all’orizzonte e ha fatto volare il suo drone. Difficile raggiungerlo a nuoto, acque profonde e correnti ne sconsigliano l’impresa. Emerso in poche ore, altrettanto rapidamente potrebbe scomparire. Hanno scoperto tutto per caso, il ragazzo era uscito con la fidanzata a cercare conchiglie.

Al Polo Sud è stato scoperto un acquerello di 118 anni fa. Disegnato da Edward Wilson, un esploratore che provò una missione in Antartide. Morto insieme a due compagni nel drammatico ritorno. Il disegno è stato trovato dentro un rifugio abbandonato a Cape Adare. 
Era sepolto sotto molti altri fogli inutili e uno strato enorme di escrementi di pinguino.
In questa epoca il talento ed il coraggio pagano pegno. Se abbiamo un’arte, una indole, dobbiamo usarla a volte come ariete, a volte proteggerla come un cucciolo fragile. Di certo dobbiamo stare molto attenti a non rivelare del tutto quello che vorremmo raggiungere. Come clandestini e ribelli contro il buio e il nulla omologato.

Diamo il peggio di noi a chi non lo merita perchè qualcos’altro ci sta sottraendo respiro di vita.
E ci si prova, come fa Sean Penn nel film “mi chiamo Sam” parlando a Michelle Pfeiffer, il suo avvocato, sul suo ritardo mentale che non gli fa avere la custodia della figlia:
Sam: Tu non sai com'è quando ci provi, ci provi, ci provi, ci provi, ci provi e non arrivi mai a niente ecco, perchè tu sei nata perfetta, e io sono nato così come sono e tu sei perfetta.
Rita: Ah ma davvero?
Sam: La gente come te non lo sa!
Rita: La gente come me?
Sam: La gente come te non sa che cosa vuol dire essere feriti, perchè tu non hai sentimenti, tu, le persone come te non provano niente!
Rita: Tu credi davvero di avere il monopolio della sofferenza umana? Allora ti spiego una cosa sulla gente come me. La gente come me si sente persa, e piccola, e brutta e completamente inutile. La gente come me ha certi mariti che si scopano un'altra donna che è molto più perfetta di me, la gente come me ha dei figli che la odiano! E io urlo come una pazza, una pazza, dicendo cose orribili a un bambino di sette anni perchè non vuole salire in macchina alla fine della giornata e allora lui mi guarda, con una tale rabbia e io lo odio a quel punto. Lo so che ti sto deludendo, io lo so che sto sbagliando con te, e lo so che meriti di più, MA SALI IN QUELLA CAZZO DI MACCHINA. È come se ogni mattina io mi svegliassi e fallissi, poi mi guardo intorno e sembra che tutti gli altri ce la facciano, ma io invece non ce la faccio, anche se ce la metto tutta, è come se io non fossi mai abbastanza.

Ecco, a volte è provarci, provarci, provarci. E sbattere. A volte la bellezza, il riempire la giornata, la gioia, oppure un meritato arrivare da qualche parte, ti si rivelano all’improvviso. E lasci qualcosa di te. Qualcosa che vale la pena cercare anche per sbaglio, perchè è un’isola scoperta mentre cercavi conchiglie. O qualcosa di bello seppellito sotto strati di merda subita giorno dopo giorno, poco importa se di pinguino o di altro.
E forse, alla fine, arriva qualcosa. Come nel film di cui parlavamo. Anche solo un abbraccio in cui qualcuno che voleva essere consolato, consola noi. E ci dice “tu sei molto più che abbastanza”.

Ed è bello crederci, fino al prossimo round.

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