Amicizie bestiali




La foto che vedete potrebbe rientrare a pieno titolo tra quelle con la scritta “condividi se hai un cuore”. Due esseri piumati e coccolosi che si scambiano effusioni. Quello più bruttarello e scapigliato dei due, si chiama Kookaburra, il più piccoletto che sembra quasi sorridere al contatto è un comune anatroccolo. Vivono entrambi in una riserva naturale dell’Isola di Wight. Sono stati portati là perche entrambi orfani.

Sembra, dicevo, una foto normale e cuorosa. Ma la particolarità è che in natura i due sarebbero nemici. Peggio di cane e gatto, le cui inimicizie ormai sono state ampiamente sfatate. Il Kookaburra infatti è un karognone. E se non trova cibo di altro genere, punta deciso a divorare piccoli pennuti.
In teoria, quindi più che un amico, potrebbe vedere un interessante esemplare di anatra arrosto.

Invece no, i due hanno fatto davvero amicizia, si confortano, si stanno vicini, tutto questo, sembra, per una legge universale, per la quale è meglio essere in due nella disgrazia che non dividere una gioia perché profondamente soli. Il piccolo anatroccolo ha deciso che il Kookaburra è un riferimento, certo, dalla foto lui tanto contento non pare, sta quasi abbozzando, ma non sembra particolarmente desideroso di sottrarsi.

Forse è vero che le amicizie migliori, quelle più durevoli, sono state accomunate da mani sporcate insieme e pericoli sfiorati in cui ci si è salvati a vicenda. Probabilmente è per questo che i miei pochi amici di una vita sono gli stessi con cui non faremo mai più quelle stronzate in serie fatte da piccoli. Ma mi viene da pensare che forse i legami durevoli sono proprio questi, uno smarrito che cerca protezione, l’altro che fa finta di avere meno paura ma in realtà si caca sotto tanto quanto, ma fa il più forte. Poi magari alla prossima si cambia ruolo.

Siamo stati anatroccoli per qualcuno, che magari nemmeno poteva vederci da lontano e poi ci ha amati, saremo Kookaburra per chi non gradiamo nemmeno dipinto, ma accogliamo quasi per forza, salvo poi convincerci.

È vero, qualcuno potrebbe dire che il Kookaburra potrebbe semplicemente attendere il momento giusto per mangiarsi quel soldo di cacio, ma mi piace pensare che non sarà così, perché in fondo un po’ di fiducia bisogna sempre investirla.

A proposito, in natura, il Kookaburra si distingue perché ha il verso di una risata umana. A volte beffarda. Alle volte, si spera, di pura allegria, per un amico che non si aspettava.

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