Il sorpasso




Fine della vacanza, tempo di rodimenti da ritorno dalle ferie. I buontemponi che postavano foto incantevoli scrivendo “eh che brutta vita”, tornano a fare la vita di prima, perchè non è che avessero svoltato, ma semplicemente avevano 10 giorni di ferie e a turno come i criceti, si scende e si sale sulla ruota. Tutti. Ma quello che più si nota è che le autostrade sono invase da masse di ritorno a casa. Macchine piene di capofamiglia che per qualche ora conteranno qualcosa perchè portano la famiglia a casa. Si spera compreso il cane. La faccia è quella di chi è al volante e controlla tutti. Onnipotente come quando si riesce a stappare la bottiglia di salsa alla moglie, o le si aggiusta la presa del forno. “Se non ci fossi io…”. Poi magari la moglie nella vita di tutti i giorni è abile al volante che Vettel è una suora. Ma l’autostrada è loro, tutta. E tutti pronti a prodursi in quella gara a chi ce l’ha più grosso che ha una parola sola. Sorpasso. In questi giorni si notano vari tipi di sorpasso, qui provo ad elencarne alcuni.

Sorpasso precoce - l’autore lo fa con tutto il desiderio e la brama di rimanere a lungo nella corsia di sorpasso, una volta dentro però, viene travolto dalla velocità altrui e deve ritirarsi non avendo resistenza. Poi si giustifica dicendo “non capisco, è la prima volta che mi succede…”.

Sorpasso Interruptus - tra i metodi di sorpasso più sconsigliati, si fa entra ed esci dalla corsia senza costrutto e poi si ritorna in corsia di marcia quando potrebbe essere troppo tardi, perchè piena e gravida di macchine.

Sorpasso Tantrico - detto anche di Sting. C’è chi sostiene di averlo fatto e di essere poi rimasto nella corsia di sorpasso per sette ore filate, ma sa tanto di monchiata e non ci crede nessuno, tanto che si è costretti a ritrattare, proprio come Sting sul sesso.

Sorpasso rusticano - comincia con una lampeggiata alla macchina davanti, che però non vuole saperne di spostarsi, quando lo fa, ingaggia con chi lo ha sorpassato una gara a chi si supera di più, fatta di sguardi torvi e maledizioni. Di solito si conclude con un arrivo all’autogrill dove i due sorpassanti nomineranno i baristi come padrini e si sfideranno a colpi di panino Apollo sullo spiazzo antistante la scritta gigante, tra ali di folla urlante.

Sorpasso scanner - Chi sorpassa non si accontenta di aver fatto retrocedere il rivale, ma vuole guardarlo, capire come è fatto, intuire i suoi sentimenti da finestrino a finestrino.

Sorpasso Berlino 2006 - Quello fatto dal furbo di turno che con tre corsie ingorgate, si fionda in quella di emergenza. Guadagnando metri. Ma ogni tanto il dio del Telepass interviene e castiga. Dopo qualche chilometro il coglionauta viene fermato dalla stradale, che gli fa una multa larga quanto un tappeto persiano e del valore dello stesso, come cucito da Serse in persona. Viene chiamato così, perchè il resto degli automobilisti che passano ad incedere lumachesco davanti alla scena del multone srotolato, scendono dalle macchine e tra perfetti sconosciuti si abbracciano, come alla finale della coppa del mondo al rigore di Gorsso.

Sorpasso Cristoforo Colombo - detto anche del navigatore rincitrullito. Mentre vi trovate in tratti di autostrada recenti, il vostro navigatore non li riconosce e li scambia per strade urbane, urlando repentino “tra due millimetri gira subito a destra!!”, se si è e lobotomizzati si finisce pure per obbedirgli, ritrovandoci dentro al cantiere di Sasso Marconi non si sa come, tra le urla di automobilisti ed operai che chissà perchè provano ad indovinare il mestiere di madri e le doti morali dei padri.

Sorpasso capitalista - facile, quello fatto dal macchinone ai danni della povera utilitaria poi seminata. La lotta di classe in autostrada.

Sorpasso proletario - facile, quello fatto dall’utilitaria quando al macchinone si fonde il motore e ripara in corsia di emergenza, la lotta di classe in autostrada 2, la vendetta.

Sorpasso Moby Dick - come il mitico capitano Achab che d’improvviso vede la balena bianca, così scorgiamo all’ultimo momento l’autogrill dove fermarsi assolutamente per pressione vescicale di tutta la famiglia ormai oltre la guardia, o lo svincolo che assolutamente dovevamo prendere. Segue manovra in diagonale, azzardata, con un pizzico di marcia indietro e arpioni di ancoraggio al cartello di uscita, bilanciamenti da un lato dell’intera figliolanza per spingere la macchina nella direzione giusta e infine, bestemmie da vecchi lupi di mare di chi ci stava dietro in corsia, molto colorite nevvero.

Sorpasso alla cieca - bagagliaio pieno fino all’inverosimile, zainetti seven e Winny The Pooh schiacciati sul vetro, visuale azzerata dietro, si attua uno studio delle correnti e si mette in funzione il senso di ragno per captare il minimo rumore diverso, poi si affronta il sorpasso e il rumore diverso arriva, col suono di “che cazzo fai?” Urlato da dietro e le mani tese a simulare corna di cervo che esce di foresta, come diceva Boskov.

Sorpasso inutile - Nessuno davanti al sorpassante, nella corsia di mezzo, potrebbe procedere tranquillo, velocità media, ma no, deve andare in terza corsia, perchè non si dica che non sfidi la sorte. Infatti la sfida, a colpi di chitemmuort, esclamati da chi va più veloce.

Sorpasso tra gentiluomini (gentlemen’s sorpass). Leggenda narra che esista, una macchina mette la freccia, va nella corsia apposita, la macchina davanti è più lenta, il guidatore di quest’ultima se ne avvede, alza la mano in segno di scuse e mette la freccia per rientrare, il sorpassante guarda e dona un sorriso, restituito dal sorpassato. Dicono esista. Ma nessuno lo vede fare dai tempi delle 126 Camelot.

In ogni caso, scherzi a parte, pensiamo che guidare è più importante che stappare un barattolo di salsa, abbiamo spesso in macchina un carico importante che in breve riassume la nostra vita, le persone che amiamo. Buon rientro. a tutti i sorpassanti.

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